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martedì 1 dicembre 2009

I Ragazzi Di Locri.Quello che non si doveva dire (conclusioni)


Il Fo.Re.Ver e il Movimento “virtuale” dei Ragazzi Di Locri.
C'è nessuno? Dove è finito il patto per la legalità?


Il movimento dei “Ragazzi di Locri” è defunto.
Ricomponiamoci tutti insieme perchè gli ideali di quei bravi ragazzi dal viso pulito sono scomparsi insieme a loro. Rileggendo gli articoli che sono stati scritti su quel movimento virtuale della quale volenti o nolenti ne abbiamo fatto parte tutti, non riesco a non trovare ridicole le belle parole sprecate, parole di speranza che parlavano di giorni migliori e sereni di una terra che era tutta nelle mani nei giovani. Non perché non sia così, questa terra lo è ancora nelle mani dei giovani, ma bisogna capire nelle mani di chi è realmente il suo futuro.
Anna Maria Pancallo proprio su questo giornale per l’esattezza un anno fa, dicembre 2006 come rappresentate del Fo.Re.Ver disse proprio questo riguardo il futuro di questa associazione:“Intanto vogliamo presentare al Ministro Melandri dei progetti seri incentrati sui giovani e sul ruolo che i giovani hanno sulle nostre terre. Detto questo si sta cercando di elaborare insieme al ministero del istruzione delle linee guida, dell’intervento per le scuole non solo della Locride ma di tutta Italia. Noi siamo attivi per creare dei percorsi legati ai temi della legalità all’interno delle scuole. È proprio nelle scuole che il nostro compito inizia a diventare più concreto. Ti ripeto stiamo portando avanti questi tipi di progetti anche grazie al ministero, poi detto questo abbiamo una radio che ci permette di parlare alla gente di poter far emergere insieme quelli che sono le potenzialità e i progetti e le iniziative soprattutto la voglia di riscatto delle giovani generazioni della Locride. Di cose da dire ne avrei un’infinità stiamo portando avanti le iniziative sul piano sportivo, ma ancora è tutto quanto un working progress quindi non vorrei bruciare questa notizia. ”

Davvero dei bei progetti e ricordo nitidamente che mi furono elencati con un entusiasmo a dir poco disarmante!

Adesso dove sono finiti?Ma soprattutto che fine ha fatto questo Fo.Re.Ver?

Aldo Pecora sempre in una mia intervista dichiarò con lo spirito democratico che lo contraddistingue “[...]Forum del quale facciamo parte tutti i ragazzi di locri, il Fo.re.ver è una cosa che è stata fatta per tutti”

Io non ne ho fatto parte, non mi sono mai sentito parte di questa associazione fantasma.

Un Forum che si dica quello che si vuole si pensi quello si desidera è sempre stato nelle mani della politica(come l’intero movimento “Ragazzi di Locri” gestito magistralmente da media e politica), forum rappresentato da uno dei più grandi politicanti che la Calabria abbia avuto,un burattinaio scaltro di nome Giuseppe Bova,Presidente del consiglio della Calabria, inquisito per mafia, che il 3 Novembre 2005 afferma riguardo al Fo.Re.Ver “non sarete lasciati soli”.

Non ho intenzione di infierire su di lui, ormai è un politicante esanime, l’intero panorama politico nazionale e regionale lo critica e infierisce su quello che in fondo è solo un uomo moribondo,quindi andrò oltre affermando che la colpa della sua presenza in questo Forum, e quindi della presenza della politica dei politici,spetta ai ragazzi che l’hanno permessa. La fine di questo movimento va ricercarsi proprio in questo nella legittimazione della politica tra un movimento instabile ingenuo come questo. Una volta il primo ministro polacco Rakowski e parlando del suo mestiere affermò: >.
Il movimento di Locri è diventato col tempo una prostituta che si cede al primo che accende dei riflettori e i ragazzi del movimento ,quelli che “democraticamente” si sono imposti di rappresentarci non sono altro che dei rampicatori sociali, fanno lo stesso gioco dei partiti che ci hanno strattonato in questi anni,ci sono state manifestazioni con tutti i partiti, e ogni partito ha arruolato le sue comparse, e le ha buttate in quel corteo con un unico scopo: dare una prova di forza, rivaleggiare in vanità. Guarda quanti ne ho io, ne ho più di te, ho anche più bandiere più cartelloni.
Quanta ipocrisia la verità è che i partiti se ne fregano dei morti.
Il Fo.Re.Ver, movimento verso la quale ho provato sempre una certa diffidenza ma che in fondo ho sempre sperato diventasse uno strumento di mediazione per tutte le associazioni esistenti nella Locride e che rimangono nell’ombra; guardando la fine che ha fatto mi sento in qualche modo tradito. Amareggiato e arrabbiato di una rabbia fredda e razionale che prima di tutto mi ordina di sputare addosso a quelle persone che si sono auto-elette rappresentanti di un movimento che non esiste,io gli sputo addosso soprattutto a quei politicanti,quei giornalisti di lusso che in questi anni hanno sfruttato e continuano a sfruttare la nostra terra.
Buoni propositi dei ragazzi di Locri sono stati usati e gettati proprio come la carta igienica da quegli ragazzi e quei politicanti che dovevano raggiungere degli scopi e che forse (forse?)li hanno raggiunti. Io non ci credo più a questi rappresentati di un movimento che in fondo è sempre stato fantasma. Ho smesso di farlo, non credo negli Aldo Pecora e nella sua lobby, lo osservato bene lo analizzato bene il movimento della quale è il leader e nonostante in passato lo abbia difeso e stimato più di quanto avrei dovuto oggi mi rendo conto che “Adesso ammazzateci Tutti” non è altro che un mini-partito, cioè un'organizzazione, una cricca, una mafia, nel migliore dei casi una setta che non permette ai suoi adepti di esprimere la propria personalità, la propria creatività. Anzi gliela distrugge o almeno gliela piega. Un partito non ha bisogno di individui con personalità, creatività, fantasia, dignità: ha bisogno di burocrati, di funzionari, di servi. Un partito funziona come un'azienda, un'industria dove il direttore generale (il leader) e il consiglio di amministrazione (il comitato centrale) detengono un potere irraggiungibile e indivisibile. Per detenerlo assumono soltanto manager ubbidienti, impiegati servili, yesmen, cioè gli uomini che non sono uomini, gli automi che dicono sempre sì. È una lobby che rigetta come un corpo estraneo chi non si adegua alla sua assenza di principi, cioè alle sue menzogne, alle sue ipocrisie, alle sue clientele. Stessa cosa dicasi per Annamaria Pancallo vergognosamente scomparsa insieme all’associazione Fo.Re.Ver. Forse ho smesso di crederci già tempo fa quando i due ragazzi già citati durante un’intervista doppia che feci a loro passarono tutto il tempo a gettarsi fango addosso, ciò nonostante cercai di farli uscire bene , di farli uscire dignitosamente ne uscirono sconfitti e ridicolizzati dalle loro stesse parole.
Ho perso ogni speranza per queste persone e per queste associazioni per la quale non ho alcun rispetto.
Io elogio e rispetto quelle associazioni quei ragazzi che hanno lottato e continuano a farlo in silenzio lontano dalle luci dei riflettori,lontano dagli sciacalli dell’informazione dai politici o sarebbe meglio dire politicanti, che lo fanno da soli senza l’aiuto di nessuno se non della loro caparbietà sto con loro perché penso che siano un iniezione di coraggio e d’indipendenza, una medicina di cui la Calabria ha bisogno, per guarire dal clientelismo, dal compromesso,dall’inadeguatezza,dalla ipocrisia, dall’avidità di quei giovani e di quei politicanti che hanno sciupato questa terra e che ci hanno deluso.
Io sto con loro perché solo loro sono garanzia di libertà e di lotta civile, perché sono i soli che fino ad oggi abbiano dimostrato di saper muovere le acque di uno stagno senza vita.
Io sto con loro perché sono Stanco dei rivoluzionari a parole.
Quei rivoluzionari e quei politicanti che servendosi delle ideologie oppure della violenza ci promettono sempre la città del sole e poi non realizzano nemmeno le riforme più urgenti i più ovvi diritti civili di cui la nostra dignità ha bisogno. Io resto con questi gruppi apolitici,apartitici indipendenti e reticenti perché non dimenticano che il popolo è fatto di individui e senza gli individui l’espressione popolo diventa un’espressione vuota. Sto con i cittadini comuni perché non si servono del voto per procurare a se stessi una poltroncina in più, perché non sfruttano con cinismo ed opportunismo i nostri drammi e il nostro dolore perché combattono e portano avanti la più grossa rivoluzione del nostro tempo quella per la legalità.
Infine io sto con i cittadini perché non hanno paura di essere pochi, perché non cercano piazze oceaniche e applausi scanditi e trionfo, perché vivono sulle idee e non sui soldi, perché sanno persino regalarle le idee.
Infine perché noi siamo puliti.
Per quanto riguarda ciò che è successo con il Fo.Re.Ver non posso fare altro che sentirmi disgustato e carico imbarazzo per questa vergogna che disonora noi ragazzi e la Calabria intera. Comunque vada, l’offesa rimane. Il calvario rimane. La violenza morale rimane, ma invito i lettori e tutti a mettersi in lutto per l’ennesima cocente delusione e di andare avanti e lavorare onestamente per quella Calabria che ho detto e ripeto c’è anche se non si vede, seria, intelligente, dignitosa, coraggiosa, quindi meritevole di rispetto.


Simone Alliva
(Tutti i Diritti Riservati a Portale Giovani-Il Laboratorio Culturale dei Giovani Della Locride)

I Ragazzi Di Locri. Quello che non si doveva dire (Parte 7)

Il Fo.Re.Ver è costato 600mila euro. Dopo qualche mese di attività non si hanno notizie ne dell'associazione nata con lo scopo di essere "promotore di numerose iniziative per risollevare la Calabria da una storia segnata da omerta' e azioni malavitose" ne dei soldi.
Il Consiglio regionale della Calabria, la famiglia Fortugno, il vescovo di Locri, il sindaco, i rappresentanti dei Ragazzi Di Locri che hanno firmato il patto di costituzione a distanza di due anni non hanno dato risposta. Che fine hanno fatto i soldi?Dove sono i ragazzi del Fo.Re.Ver con le loro iniziative?Domande che ancora oggi non trovano una risposta.

Ai politici provinciali e regionali non pare vero che il vento di burrasca portato dal delitto Fortugno venga spazzato via da un tiepido libeccio soffiato da un gruppo di persone alle prese con l'acne e con gli mp3. L'idea allora di generare nuovi figliastri da portare sotto la protezione di matrigne battenti vessilli politici, è illuminante. Palzzo Nieddu(foto in alto), il luogo dell'omicidio Fortugno, diventa la placenta che ospita le nuove generazioni di eroi della locride, e non solo. Si da il via al Forever, un patto siglato tra il
Consiglio Regionale della Calabria, la famiglia Laganà Fortugno, il Comune di Locri, la scuola e la Diocesi Locri-Gerace. Un patto tra cinque entità che non si sono mai confrontate tra loro. E allora via con finanziamenti a go-go. Nasce
“Radio Forever”. Più di 300.000 euro di investimento. Nasce il sito web dei ragazzi di Locri. Quasi 30.000 euro di investimento. Palazzo Nieddu dedica tre sale al Forever. I giornalisti di Rai 3 Calabria a spese del Consiglio Regionale, cioè a spese nostre, stampano un libro documento sui ragazzi di Locri. Il Ministro Melandri
dopo avere concesso un incarico nella sua struttura ad Anna Maria Pancallo, in diretta da “Radio Forever” incensa e bendice con Fiorello i giovani della locride. Eravamo a cavallo tra il 2005 e il 2006. Il Consiglio Regionale della Calabria ha rinnegato i suoi figli, dopo avere usufruito degli assegni familiari. Radio Forever trasmette Pupo e i Bee Gees da Bruzzano, e non esiste più, anzi non è mai esistita. Il portale web dei ragazzi di Locri è colto da malore. Non esiste più. Il Ministro Melandri ha alzato la coppa del mondo. Le tre stanze di Palzzo Nieddu sono inchiavate e sbarrate da anni. Il Forever è la cosa più fasulla che ci hanno somministrato.Tutto è costato più di 600.000 euro.

Che fine hanno fatto?


Simone Alliva

I Ragazzi di Locri. Quello che non si doveva dire(parte 6)


A tu per tu con Rita Borsellino
I ragazzi di Locri in occasione del “1° Forum per la Legalità” organizzato dall’Osservatorio: Falcone-Borsellino-Scopelliti-Valarioti incontrano Rita Borsellino

Se è vero che da due anni a questa parte è avvenuto presso tutto il territorio Locrideo un risveglio delle coscienze che ha inondato tutta Italia facendo da esempio per molte altre realtà simili(basti vedere i ragazzi di Lamezia o di Napoli). Giorno 21 Novembre 2006 a Soverato nel salone congressi dell’albergo Mirabeau di Gasperina, l’incontro con Rita Borsellino in occasione del “1° Forum Per La Legalità” organizzato dall’Osservatorio: Falcone-Borsellino-Scopelliti-Valarioti, ha incendiato quella voglia di verità che in questi mesi, a causa dei media e della “cattiva informazione” si era assopita diventando niente di più che un una luca fioca pronta a spegnersi. Che una persona sia o meno d’accordo con la sua politica, con la sua ideologia, non si può evitare di rimanere incantati dalle sue parole, che diventano come un meraviglioso stagno dove tutto può annegare. Parole, dure e dolci allo stesso tempo. Verità crude e destabilizzanti. Speranze che diventano certezze inopinabili. Rita Borsellino è una donna la cui ricchezza consiste in una semplicità disarmante, una modestia irritante, una saggezza che nasce proprio il 19 Luglio,giorno in cui suo fratello, il magistrato Paolo Borsellino, venne ucciso con la sua scorta in un attentato mafioso, come lei afferma nel suo ultimo libro dal titolo “Nata il 19 Luglio” e come ribadisce durante il convegno: “Da quel dolore come un parto sono nata io, quando quei gusci di cartapesta si squarciarono, fu come se guardassi la vita per la prima volta”. Da quel giorno Rita, inizia la sua lotta anzi continua la sua lotta che prima di lei avevano intrapreso suo fratello Paolo e Giovanni Falcone che come afferma lei:"Dimostrarono che la mafia poteva essere messa in ginocchio, ma attenzione non sconfitta, per sconfiggerla c’è bisogno di un movimento che coinvolga tutta la società civile”. Ed è così che nasce la carovana anti-mafia a Palermo, un movimento di sensibilizzazione che dalle stragi del 92, percorre tutta Italia e inonda le piazze per dire no alla mafia: “Vi fu la responsabilità-afferma Rita Borsellino- non solo di uno stato, ma di una società che non aveva amato abbastanza Palermo, ognuno doveva assumersi le proprie responsabilità, non solo per quello che non aveva fatto ma per quello che si poteva fare. Negli anni 93 e 94, e purtroppo mi fermo a 94. I risultati si ebbero con leggi ecc, poi lo stato si assopii e ritorno a quella abitudine che soffoca e uccide”. Ed proprio da questa affermazione un po’ stanca e disillusa che nasce la nostra intervista che non è un intervista ma una breve chiacchierata che gentilmente la signora Borsellino ci concede. Una chiacchierata che dura poco ma che pure resta nell’animo. Una conversazione con una grandissima donna ( e l’intervista lo spiega da sé) dal cuore buono come il suo cervello e il cervello limpido come il suo cuore. Una donna che non vive all’ombra di Paolo Borsellino ma ne porta avanti la sua memoria e la sua lotta.

Rita Borsellino è all’apparenza una donna di mezz’età come le altre. Con la sua inseparabile giacca rossa, quei capelli grigi, quel viso stanco e grinzoso, quegli occhi glaciali ma comunque rassicuranti. Nonostante il convegno sia finito già da una mezz’ora, la signora Borsellino, a differenza degli altri ospiti illustri, decido di rimanere per parlare un po’ con i ragazzi,fare qualche foto e firmare qualche copia del suo ultimo lavoro editoriale. Rita Borsellino è così, una donna che ama il contatto diretto con i giovani. Un persona che quando parla intende guardare in faccia il proprio interlocutore, senza distogliere lo sguardo neanche per un secondo, ed è così per tutto il convegno, sicchè si alza in piedi durante il suo intervento: “Mi piace vedervi in faccia” afferma, sfoggiando un sorriso che riscalda più di un qualsiasi abbraccio. La chiacchierata la facciamo in un angolo della sala convegni, mentre i ragazzi e gli altri ospiti sgomberano la sala.

Sa dopo questi anni di politica mi chiedevo se lei crede ancora alla politica con la P maiuscola come si intende classicamente? Mi chiedevo se tante amarezze non l’hanno portata al cinismo o perlomeno al disincanto…

Io ci credo ed è per questo che mi sono decisa a fare politica. Perché la politica bisogna cambiarla, cambiando le persone. Non si può continuare a lamentarsi che l’amor politico è sporco. Ci sono tanti politici, che sporcano la politica. Proviamo a ripulirla.


Cosa pensa dell’omicidio Fortugno e del movimento giovanile che ha coinvolto l’Italia in questi mesi?

L’omicidio Fortugno purtroppo è l’espressione di qualche cosa che conosco molto bene. Di quella criminalità che punta in alto, guarda lontano, e non si ferma davanti a nulla. Quello che è successo con il movimento dei ragazzi di Locri, mi ha fatto rivivere quello che era accaduto a Palermo. Questi fermenti che vengono fuori nel momento di bisogno sono bellissimi, perché sono qualcosa che hanno radici, non possono venir fuori dal nulla. Sono segno che c’è un seme che è germogliato.

Parliamo della commissione anti-mafia.C'è stata un pò di confusione ultimamente perchè Lei, il 2 Ottobre 2006 scrisse al presidente Miccichè il suo dissenso a quella ragionale. Alcuni quotidiani affermano che lei sia contraria anche a quella nazionale presieduta da Francesco Forgione.Chiariamo una volta per tutte questo punto...
Io non avevo dato il dissenso alla commissione nazionale antimafia. Sapevo qual’erano i concorrenti ed erano tutte persone che stimo. Bensì è a quella regionale che io ho dato il mio dissenso e non solo ho dichiarato che non parteciperò, ma ho addirittura presentato un disegno di legge per abrogarla, perché quella commissione, quell’associazione è più un danno che una realtà positiva.

Oggi lei ha detto: “Paolo non poteva venire meno a quelli che erano i suoi ideali”. Ecco quali sono gli ideali ai quali Rita Borsellino non può venire meno?

Gli Ideali di giustizia. Gli ideali di libertà. Gli ideali di dignità. L’uomo per avere la sua dignità deve essere libero e deve avere giustizia.

La sua è un attività difficile e coraggiosa ma anche pericolosa. Come guarda alla morte?

Diceva Paolo:”Avere paura è normale, l’importante è non essere schiavi della paura”. Trovare il coraggio ogni giorno per affrontarla. Se ci credi davvero lo fai.


Simone Alliva
(Tutti i Diritti Riservati a Portale Giovani-Il Laboratorio Culturale dei Giovani Della Locride)

I Ragazzi Di Locri.Quello che non si doveva dire (parte 5)

Al 1° “Forum per la Legalità” organizzato dall’Osservatorio Falcone-Borsellino-Scopelliti-Valarioti molti sono gli ospiti che si sono alternati. Tra gli interventi decisamente sfavillanti, quelli del presidente dell’osservatorio Carlo Mellea, di Maria Maglia preside del Liceo Scientifico “Guarisci” di Soverato, del professore Antonio Nisticò che presenta in anteprima il libro di Leone Zingales “Il Padrino Ultimo Atto” e anche quello dell’On. Maria Grazia Laganà (vedova Fortugno) che dice:
“Alle affermazioni di chi dice che mi sarei dovuta fermare perché risarcita con un posto al parlamento. A tali calunnie, rispondo con la mia quotidianità, continuando la lotta intrapresa da mio marito”.
Invece tra quelli deludenti,che lasciano l’amaro in bocca, tra tanti sguardi esterrefatti e dubbiosi quelli dell’autore del libro “Il Padrino Ultimo Atto”, Leone Zingales che quando parla dei ragazzi di Locri ne vede solo uno slogan e niente più, non conoscendo un realtà fatta di giovani che lontana dai riflettori lavora per un futuro migliore. Altrettanto destabilizzante e quello dell’'Assessore Regionale alla Tutela della salute Doris Lo Moro che dice con un sorriso ebete: “Ho lasciato la magistratura perché non credevo nella giustizia”. Viene spontaneo chiedersi come facciano i giovani a credere alla giustizia se lei stessa ha dichiarato di averla abbandonata perché non ci credeva? Ma tempo per porre la domanda non c’è, il convegno finisce e gli ospiti “illustri si dileguano”.

Simone Alliva
(Tutti i Diritti Riservati a Portale Giovani-Il Laboratorio Culturale dei Giovani Della Locride)

I Ragazzi di Locri. Quello che non si doveva dire (parte 4)


Tra i tanti personaggi illustri che hanno posato per le telecamere accese su Locri abbiamo Loris Mazzetti, regista e giornalista, dirigente a Rai3 nonché amico intimo del giornalista e scrittore Enzo Biagi. Il dirigente di Rai3 sopraggiunge a Locri per presentare l’ultimo libro dell’amico ,Enzo Biagi "Era Ieri", nato da una collaborazione tra i due.


Quali sono gli interessi che l’hanno spinta a venire qui. A Locri stamattina?

Amo moltissimo questa regione, questa è la cosa fondamentale. I luoghi che ho conosciuto attraverso i racconti di Corrado Alvaro, e di un grandissimo regista che si chiama Vittorio De Sena. Un grandissimo. Che da un punto di vista documentaristico ritengo più grande di Michelangelo Antonioni. E poi nel ’98 quando con Enzo Biagi girammo “Cara Italia”. Abbiamo dedicato un’intera puntata alla Calabria. E poi ho degli affetti, delle amicizie: Anna Rosa Macrì che è una giornalista della RAI ,che ha lavorato alcuni anni con noi. Insomma perché mi piace la terra e mi piace la sua gente. Poi le organizzazioni di Carlo Mellea che mi ha proposto di venire a presentare il nostro libro, io stimo molto il lavoro dell’osservatorio, che sul territorio fa un lavoro straordinario. Forse un pochino sottovalutato. E anche questo movimento vostro ,degli studenti, il lavoro che avete fatto in quest’ultimo periodo. Che ritengo eccezionale. E che secondo me, in qualche maniera và a raccontato un pochino meglio rispetto a come è stato raccontato. È diventato un fatto più mediatico che comunicativo, e intendo di contenuto. Quindi sono venuto così in prima persona , ho voluto venire così diciamo ad incontrare e conoscere alcuni studenti di Locri e della Locride.

Lei ha detto:“Un fatto più mediatico che comunicativo”. Quindi pensa che ci sia stata una certa strumentalizzazione?

Strumentalizzazione…non sò. È presto per parlare di strumentalizzazione. Io credo che bisogna cercare di stare molto attenti all’evento e al fatto mediatico, io credo che sia molto importante che voi facciate quello che state facendo, ritengo che sia molto importante che ci sia una documentazione di quello che fate, quindi una dimostrazione di quello che fate: continuando ad andare nelle piazze,continuando a fare forum. Continuando a fare il lavoro che state facendo. Io spero che quando ci sarà ,e ritengo che accadrà il 9 di Aprile, il cambio politico nel nostro Paese tutto questo non si spenga e tutto questo non finisca, me lo auguro.

Nella sua qualità di regista televisivo, ci può dire la sua opinione rispetto all’episodio del contrasto tra Silvio Berlusconi e la giornalista Lucia Annunziata?

La mia valutazione a riguardo è che Lucia Annunziata ha fatto solamente il suo mestiere. Ha semplicemente fatto delle domanda al premier Silvio Berlusconi, poi è successo quello che è successo. Io intendo per esperienze personali, per il lavoro che abbiamo fatto negli anni quando andavamo avanti con “Il Fatto” di Enzo Biagi ; che in questi ultimi cinque anni eravamo abituati a vedere il presidente Berlusconi, in televisione senza un interlocutore, senza domande. Quelle domande che qualsiasi cittadino
dovrebbe fare al premier,al presidente del governo. Che poi ci sia stato un eccesso….io dividerei 50 per cento in sostanza. Non credo che nessuno dei due sia andato lì per fare,come qualcuno ha detto e ha scritto,sia andato lì per fare uno scontro. Lei ha fatto semplicemente il mestiere del giornalista.

Afferma che oggi sia più difficile, rispetto ad un passato più o meno recente esercitare il diritto di opinione nel giornalismo?

Assolutamente si…..assolutamente si. Sennò non si spiegherebbe che un giornalista come Enzo Biagi sia stato spento.

A proposito di Biagi come è cambiata la sua vita dal 2002?

Intanto lui è stato molto segnato da eventi personali, la morte della moglie, la morte della figlia piccola….
È ha dovuto maturare un terzo lutto, ovviamente dolore di terza serie, che è stato quello dell’allontanamento dalla Rai. Io ritengo, che un talento come Enzo Biagi: con la sua storia, con quello che ha dato alla televisione italiana…Era lui che doveva decidere quando smettere di fare la televisione.

Biagi nel suo libro ha scritto che è stato lei ad incoraggiarlo a rendere questa testimonianza. Quale messaggio crede che dovremmo trarre noi giovani dalla lettura di questo interessante libro?

Io credo che questo libro sia un messaggio di grande libertà. E se mi permetti questa volta per annunciare questo messaggio di libertà vorrei utilizzare non le parole di Enzo Biagi, vorrei utilizzare le parole di un grandissimo giornalista che non c’è più, che si chiama Tiziano Terzani, e lui in un libro ha scritto “Io sono un uomo fazioso,sottolineo un uomo fazioso,perché penso con la mia testa, parlo con la mia bocca e mi emoziono col mio cuore”. Ecco io credo che sia questo l’insegnamento, il messaggio che questo libro voglia dare. È sbagliato pensare che questo libro sia “un libro politico anti-Berlusconi” . Assolutamente No. Io considero questo un libro di storia. Perché attraverso il racconto della vita professionale di Enzo Biagi, si racconta quasi un secolo.Perciò ritengo che questo libro sia soprattutto un libro di storia.

Simone Alliva
(Tutti i Diritti Riservati a Portale Giovani-Il Laboratorio Culturale dei Giovani Della Locride)

I Ragazzi Di Locri.Quello che non si doveva dire (parte 3)

Questo che vi apprestate a leggere è il resoconto di uno dei tanti convegni organizzatosi a Locri dopo l'omicidio Fortugno e la rivolta dei Ragazzi di Locri. Era il Marzo 2006, i riflettori si stavano spegnendo lasciando per le strade insaguinate di locri , il tanfo dell'opportunismo e della strumentalizzazione. Personaggi di spicco della lotta alla criminalità organizzata continuavano le loro sfilate nella terra della 'ndragheta mentre la coscienza e l'indignazione civile moriva gradualmente.

Intervista a Mellea e Lo Monaco, presidenti degli Osservatori antimafia
MA LE TELECAMERE SI ACCENDONO SOLO SUI CADAVERI?

"I giovani sono i protagonisti della vera ribellione contro la mafia che passa attraverso la cultura e non per i partiti. Ma il rischio della strumentalizzazione è altissimo"

“La memoria non smarrisce i sogni. Solo andando alle radici, facendo dei valori un abito si
può costruire una società basata sulla legalità".
Esordisce cosi Laura Laurendi, docente
incaricata di coordinare i lavori relativi alla presentazione di un libro dedicato a Paolo
Borsellino. E' il 15 Febbraio. Il luogo è l'auditorium della nostra scuola e l' occasione rappresenta un altro momento dedicato a noi giovani per riflettere e confrontarsi, anche grazie
alla collaborazione della prof. Carmelita Mittoro, del dirigente Rosario Lucifaro e alle testimonianze di Carlo Mellea, presidente dell'Osservatorio "Falcone-Borsellino-Scopelliti Valarioti" di Catanzaro e Vito Lo Monaco, presidente del centro "Pio La Torre" di Palermo.
La speranza punta dritto alla realizzazione di un sogno che conduca ad una società che, “È
lontana dal puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza e quindi della complicità (P.Borsellino
)”, lontana dal quel senso comune che soffoca e uccide. Si discute, si analizza e si ragiona. Anche sui riflettori. Quei riflettori che sono accesi sulle nostre coscienze e non su una scena come volgarmente è stato affermato in questi mesi. Ecco una nostra breve intervista ai protagonisti di questa giornata:

Di che cosa si occupa l’osservatorio che presiede?
L’osservatorio è stato fondato dopo l’uccisione da parte della mafia dei giudici Falcone, Borsellino e Scopelliti - afferma Mellea - Noi Calabresi abbiamo il vizio di dedicare attenzione solo e soprattutto a questi due giudici quando dobbiamo indicare vittime sacrificate per fermare la legalità; ma dobbiamo sapere che anche Nino Scopelliti, giudice calabrese, che ha studiato in Calabria, è stato ucciso vicino a Reggio Calabria, per cui è giusto anche valorizzare gli uomini migliori che questa terra esprime. Tramite la nostra associazione, avevamo tentato più volte di fargli intitolare una via di Catanzaro, una strada, una piazza... Ma gli enti locali se ne sono... diciamo... se ne sono “fregati”. La nostra associazione è stata costituita per educare i
giovani, soprattutto sul tema della legalità, perché riteniamo che solo i giovani possano affermare una nuova cultura su questo tema ed è un'opera che deve partire soprattutto dalle scuole.
Non solamente le scuole superiori, sarebbe bene che la disponibilità riguardasse anche le scuole elementari e medie: ovviamente il linguaggio deve essere diverso.
Finora abbiamo avuto ottimi risultati: è dieci anni che operiamo in questo campo e in occasione questo anniversario è stato festeggiato anche con il procuratore nazionale Giancarlo Casella all'istituto “Grimaldi” di Catanzaro.

Poco fa ha parlato di un certo disinteresse da parte delle istituzioni: questo, secondo lei, a che cosa è dovuto?
Ritengo che le istituzioni, abbiano rivolto sempre poca attenzione verso questi temi.
Sono più sensibili al “cemento” e meno alla cultura; basti vedere i bilanci comunali... per non andare oltre. Basti vedere le somme che stanziano a favore della cultura e quelle che stanziano per altre ragioni. Oggi, Locri assume un significato importante, perchè e stata spezzata una vita umana. Però la mia paura - e l'ho già affermato quando il giudice Gratteri venne a fare visita a questa scuola - è che i giovani si facciano strumentalizzare. Oggi tutti parlano, manifestano. Ed è giusto che si manifesti. Ma è anche giusto che i giovani vadano per la propria strada, si organizzino con le loro forze senza avere la tutela di “tizio” o di “caio”. Perché tutti sono venuti a Locri . Oggi. Sono venuti rappresentanti delle forze politiche di Sinistra, di Destra, di Centro. Ma
voglio dire: In passato che cosa si è fatto? Prima dell’uccisione dell’onorevole Fortugno? Niente. Non si è fatto niente per questa “comunità”. Io viaggio, e andando in Sicilia, ho avuto modo di vedere che si è parlato molto di Falcone e Borsellino però solo dal momento in cui sono stati uccisi. I giovani secondo me, sono gli unici protagonisti capaci di combattere la mafia, però devono percorrere una strada autonoma, che non passa di certo attraverso i partiti.

Chiediamo quindi a Vito Lo Monaco: di cosa si occupa, invece, il vostro osservatorio?
Io sono l’ultimo presidente, in ordine storico, ma le iniziative sono state tantissime.La mia personale esperienza è quella di dirigente politico. Negli ultimi vent’anni della mia attività professionale ho svolto il ruolo di presidente regionale della Confederazione italiana agricoltori, ossia del movimento contadino, di cui sono stato anche vicepresidente nazionale. Essendo oggi,
come si dice, "generale a riposo e alla riserva" sono in servizio attivo nel campo sociale. Svolgo attività antimafia. Come centro, abbiamo sviluppato una serie d’iniziative relative allo studio dei rapporti mafia-società, mafia-economia e mafia-politica e queste varie attività si sono sviluppate nel corso degli anni, in varie iniziative, di studio e approfondimento.
Per dare un esempio: quest’anno abbiamo realizzato una serie di seminari; l’ultimo lo abbiamo svolto nell’aula magna della facoltà di Giurisprudenza di Palermo, in collaborazione con quest’ultima e con l’associazione nazionale magistrati sul tema "Confisca dei beni mafiosi, gestione e nuova destinazione". Intanto abbiamo pure pensato a mettere a punto una serie di
proposte da offrire al parlamento. Saprete che era in corso un progetto di modifica della legge della confisca dei beni mafiosi, che non condividevamo, l’avrebbe modificata in tal modo che non solo avrebbe impedito la confisca ma addirittura
l’assegnazione dei beni, per lo sviluppo sociale.
Questo è stato l’ultimo seminario, poi abbiamo svolto un iniziativa che riguardava il rapporto etica-politica coinvolgendo studiosi di orientamento diverso:cattolico, laico, marxista. La nostra funzione è quella di essere un contenitore apartitico; fermo restando che ognuno di noi ha una propria idea politica. Però è un centro autonomo che non svolge alcuna funzione di spirito politico.

Cosa pensa del movimento giovanile che ha inondato l’Italia, dopo l’omicidio Fortugno?
Noi abbiamo innanzitutto promosso, come Centro, un forum giovanile; abbiamo tentato anche in quel momento un collegamento con voi, ma ci mancavano diciamo gli “appigli”.
Il forum giovanile metteva insieme tutta una serie di pezzi, di movimenti, di organizzazioni autonome, sostanzialmente di varia estrazione, che in Sicilia, nel corso del tempo, si sono prodotte e riprodotte e che via via nascono. In questo ultimo periodo, ad esempio, Palermo aveva registrato un movimento di giovani denominato “Addio Pizzo” che introduceva il concetto del consumo critico. Ma ci sono anche state altre esperienze nella città stessa. Anche un “giornalino” dedicato a Paolo Borsellino, è un esempio delle loro iniziative. Il forum vuole essere un tentativo di mettere insieme tutti i pezzi di questi movimenti che nascono, anche estendendolo fuori dalla Sicilla anche per dare una certa continuità.
Il rischio dei movimenti che nascono sull’onda emozionale, ad esempio, dopo l’omicidio dell’onorevole Fortugno è che tali ribellioni si sviliscano in breve lasciando il tempo trovato. Il problema è concretizzare certi movimenti, fare in modo che si sedimentino nella coscienza della gente, nel subinconscio dell’opinione pubblica. Cosa non facile. Perché il problema è quello di cambiare la cultura della gente che si è radicata nel corso dei secoli. Voi siete giovani, avete meno incrostazioni, diciamo, da eliminare. Certo, noi siamo stati più fortunati alla vostra età... poi c’è chi ha agito in un modo e c’è chi è cresciuto in un altro. Però è una fase importante della formazione di base di un individuo. Quindi il vostro lavoro, è importante perché crea le premesse per una cultura senz'altro migliore.

Lei non pensa che ci sia stata una strumentalizzazione dei giovani della Locride da parte delle diverse fazioni politiche?
Ma questa è una vecchia storia, molto vecchia, ogni volta che c’è un movimento. Siccome vi collocate anti-sistema, anti-potere allora siete strumentalizzati dall’altra parte. Voi dovete fare quello che la coscienza vi detta, e dovete essere autonomi. Se poi, un giorno, farete una scelta politica, come è nel percorso umano, quello appartiene a voi. In quanto i giovani messi insieme che pongono un'idea, un mutamento radicale, del rapporto della società civile,della società economica, della società politica, non è strumentalizzare:c’è chi lo sposa e c’è chi lo contrasta dicendo che è strumentalizzare.
Altri pongono il problema del mutamento sociale,economico. E dire che siamo contro il rapporto mafia o ndrangheta-politica, oggettivamente ci si colloca in una fascia di pensiero contro un'altra, e verrete sempre accusati di essere strumentalizzati. Il problema è se avete la coscienza a posto, se ragionate con la vostra testa indipendentemente da destra, sinistra, centro...
Dove vi troverete politicamente è un altro fatto, un fatto successivo. Questa è una scelta prepolitica che appartiene a noi della società che diciamo vogliamo vivere liberamente senza condizionamento alcuno.


Simone Alliva
(Tutti i Diritti Riservati a Portale Giovani-Il Laboratorio Culturale dei Giovani Della Locride)

I Ragazzi Di Locri. Quello che non si doveva dire (parte 2)

Annamaria Pancallo portavoce di FOREVER (Forum per la Resistenza e la Verità contro la 'ndrangheta e tutte le illegalità), una delle associazioni nate nella Locride dopo l'omicidio vicepresidente del Consiglio regionale, On. Francesco Fortugno.


A differenza dell’intervista con Aldo Pecora, questa non la programmai ne la cercai, ma le parole di Aldo Pecora mossero quel dovere civile che mi obbligava ad andare fino in fondo nella mia ricerca alla verità o perlomeno al chiarimento,all’annullamento di quelle perplessità che mi avevano spinto fino a dove ero arrivato. Per tale annullamento avevo bisogno di intervistare Annamaria Pancallo, la ragazza di Locri, acclamata dai media e condannata da alcuni dei suoi coetanei. Anche qui mi posi la stessa domanda che mi posi quando intervistai Aldo Pecora: chi è Annamaria Pancallo? A fine intervista capii. E anche se ciò che sto per dire non piacerà ad entrambi, capii che Annamaria Pancallo è tale e quale ad Aldo. A molti non piace. E la definiscono arrogante, opportunista, ambiziosa. Così come per Aldo. A molti piace, invece. E la definiscono forte, coraggiosa, generosa, geniale. Così come per Aldo. E sempre come il suo coetaneo è una ragazza che crede davvero nel lavoro che svolge. Sempre come Aldo Pecora, Annamaria Pancallo è una ragazza come tutti. Non è certo un eroina, non è certo una rivoluzionaria. Annamaria Pancallo così come Aldo Pecora è una ragazza come tanti, che combatte per un futuro più limpido come tanti. Stop. Ciononostante Annamaria non è Aldo. Annamaria Pancallo e Annamaria Pancallo, per dimostrarlo volli iniziare l’intervista con la stessa domanda che posi ad Aldo, per sottolineare le differenza e le similitudini di due ragazzi, onesti e dotati di quell’amore per la propria terra, che manca a molti dei nostri coetanei. Che forse costruirebbero di più lavorando insieme invece che facendosi i dispetti come due bambini.



Questa intervista mi costò fatica. Quello che vi apprestate a leggere è il risultato di un intervista telefonica, Annamaria Pancallo infatti vive a Roma dove studia Giurisprudenza, e proprio questo fattore mise a dura prova la realizzazione dell’intervista. Le interviste telefoniche non mi piacciono, anzi le detesto: hanno il difetto di essere fredde e prive di contatto, con esse infatti non puoi guardare in faccia il tuo interlocutore,scrutarlo negli occhi. Esse si svolgono solo attraverso il canale vocale e ciò la limita. Specialmente nel caso di Annamaria Pancallo: il suo tono di voce infatti per quasi tutta l’intervista rimase invariato come se stesse recitando la parte di un politico durante un suo comizio. Lo recitava con una sicurezza e una elasticità invidiabile. Ciononostante Annamaria non stava recitando e non era ad un comizio, parlava con la stessa sicurezza con cui porta avanti i suoi ideali. La sua voce si inclina e si fa più vitale solamente quando parla della sua terra che è la nostra terra “…è bella. Dobbiamo amarla e quando inizieremo ad amare un po’ di la nostra terra allora ci impegneremo sempre più per essa”.

1) La mafia si sconfigge solo se siamo veramente uniti. A distanza di un anno questa unità ha cominciato a ramificarsi in varie parti…Non sarà un passo indietro sul percorso che ci eravamo prefissi?

Potrebbe anche essere un passo indietro o un passo in avanti a seconda dei punti di vista. Nel senso che a mio avviso se poi si scopre che ci sono metodologie ,nell’affrontare questo tipo di problemi, diverse e si capisce che non si riesce a lavorare bene insieme, allora forse è il caso di dividersi e che ognuno prenda la sua strada. Non so se è una sconfitta o una vittoria, io sono contenta di quello che sto facendo insieme al forum Fo.Re.Ver , sono molto contenta dei progetti e delle iniziative che stiamo portando avanti. E questo per me è sicuramente un passo in avanti.


2)Cosa sta facendo il Fo.re.ver di concreto?

Intanto vogliamo presentare al Ministro Melandri dei progetti seri incentrati sui giovani e sul ruolo che i giovani hanno sulle nostre terre. Detto questo si sta cercando di elaborare insieme al ministero del istruzione delle linee guida, dell’intervento per le scuole non solo della Locride ma di tutta Italia. Noi siamo attivi per creare dei percorsi legati ai temi della legalità all’interno delle scuole. È proprio nelle scuole che il nostro compito inizia a diventare più concreto. Ti ripeto stiamo portando avanti questi tipi di progetti anche grazie al ministero, poi detto questo abbiamo una radio che ci permette di parlare alla gente di poter far emergere insieme quelli che sono le potenzialità e i progetti e le iniziative soprattutto la voglia di riscatto delle giovani generazioni della Locride. Di cose da dire ne avrei un’infinità stiamo portando avanti le iniziative sul piano sportivo, ma ancora è tutto quanto un working progress quindi non vorrei bruciare questa notizia. Però ci sono veramente delle belle iniziative che stiamo portando avanti sul piano sportivo.

3)Qualcuno afferma che il Fo.Re.Ver sia una sede staccata dai Ds tu cosa rispondi?

Vorrei invitare chi dice queste cose a controllare a questo punto le tessere, dei partecipanti del Fo.re.ver. perché vicino ai DS ci siamo solo io e un altro ragazzo. E siamo veramente in tanti a tenere parte a queste riunioni, ognuno nel rispetto delle ideologie politiche e partitiche dell’altro. Non è nostro intento mettere un simbolo di partito accanto al nome Fo.re.ver.

4)Le manifestazioni hanno suscitato tanti consensi ma anche tante polemiche per via delle varie sfilate politiche qualcuno ha parlato di strumentalizzazione tu cosa dici?

Qualcuno diceva tanto tempo fa: “la mia libertà finisce dove inizia quella del mio prossimo”. È vero molti hanno parlato di strumentalizzazione però in fin dei conti noi siamo stati liberi di parlare sempre e ovunque. Anche se parlavamo all’interno di una manifestazione di tipo politico, e bene che anche la politica prenda noi giovani generazioni come simbolo, quale risorsa…

5)Scusa Annamaria ma perché quando partecipi ai congressi dei DS parli sempre a nome dei ragazzi di Locri? Non pensi che sia irrispettoso verso quei ragazzi che hanno diverso colore politico o che con la politica odierna non si rispecchiano per nulla?

Io ho sempre schierato me stessa e mai il movimento. Di questo me ne danno atto le legislazioni, ovunque io abbia parlato a qualsiasi manifestazione, ho sempre detto che schieravo me stessa e mai il movimento intero.

6)Girano voci che tu abbia tratto ,dalle manifestazioni e da tutto ciò che è venuto in seguito,molti “benefici” a differenza di qualcun’altro che avendo diverso colore politico è stato lasciato fuori….

Io non ho tratto nessun beneficio da tutto ciò anzi ho avuto un carico d’impegni notevole e che comunque ho deciso di portare avanti perchè credo in quel che faccio però non avuto nessun ritorno economico o qualsiasi altra cosa di questo tipo. Per me è stato un impegno in più che ha sottratto tanto al mio tempo libero. Di benefici ne ho tratti perché ho avuto modo di conoscere altre persone, di formare me stessa, la mia cultura e di poter crescere questo è il beneficio che io ho tratto da tutto quello che ho fatto finora.

7)Mi domando perché hai detto in diretta televisiva al programma di “AnnoZero” che in Calabria non vi è una situazione emergenziale: Non è emergenziale un morto al giorno? Non è emergenziale il fatto che un padre di famiglia, sia costretto allo sciopero della fame, per sapere perché è stato assassinato suo figlio?Non è emergenziale il fatto, che noi cittadini dobbiamo implorare lo stato a svolgere il suo lavoro?

Quando si parla di emergenza si parla di un lasso di tempo relativamente breve. Ma quando parliamo di “emergenza Calabria” sbagliamo, per un semplice motivo: la ndrangheta,le mafie imperversano il meridione da più di 150 anni, già questo di per se non è un emergenza il fatto che un fenomeno di questo tipo imperversi sul territorio da così tanto tempo non la si può classificare come emergenza. Se continuiamo a parlare di emergenza Calabria allora chiediamo pure delle risposte emergenziali. Allora quello che noi chiediamo anche dalla politica sono delle risposte emergenziali. Non è questo che noi chiediamo. Noi dobbiamo chiedere un impegno continuo e costante perchè la mafia in Calabria non esiste da due o tre anni a questa parte. Ma esiste,imperversa, gestisce i suoi traffici ,uccide da 150 anni, dall’indomani dell’Unità d’Italia, per questo non si può parlare di emergenza e ne tanto meno le misure che vanno prese per emarginare e contrastare il fenomeno debbano essere appunto di tipo emergenziale. C’è bisognosi un impegno continuo,costante, quotidiano.

8)Vuoi fare un appello ai ragazzi della Calabria?

Amare sempre più la nostra terra perché avrà tantissimi problemi, avrà anche dei macigni pesanti però è una terra bellissima. Dobbiamo amarla e quando inizieremo ad amare un po’ di più la nostra terra allora ci impegneremo sempre più per essa e costruiremo qualcosa di grande per la Calabria e per il meridione intero. Amate quindi la Calabria. Amate le vostre città,le vostre province, la vostra regione.


Simone Alliva
(Tutti i Diritti Riservati a Portale Giovani-Il Laboratorio Culturale dei Giovani Della Locride)

I Ragazzi Di Locri. Quello che non si doveva dire (parte 1)




Aldo Pecora, portavoce nazionale del movimento E adesso ammazzateci tutti

Il motivo per cui cercai a tutti i costi questa intervista nasce dalla mia perplessità. La perplessità di un ragazzo normale di 18 anni che facente parte del movimento dei ragazzi di Locri, vedeva la mitizzazione di alcuni ragazzi che venivano definiti rivoluzionari addirittura eroi. Io nella mia lotta ,che è la lotta di noi tutti, non ho mai visto nulla di straordinario, per me tutto ciò è sempre stato un dovere sociale e vedere ragazzi come Aldo Pecora che venivano citati addirittura su Wikipedia l’enciclopedia virtuale più famosa del web, mi lasciava non pochi dubbi. Dubbi che richiamavano parole come:strumentalizzazione,opportunismo ecc…Proprio per questo ho ritenuto questa intervista necessaria non solo per me ma per tutti quei ragazzi che questi dubbi sorretti dalla paura di venire strumentalizzati se li pongono ogni giorno.




Cominciammo l'intervista. E immediatamente mi colpì la sua voce. Una voce per convincer
la gente. Il tono era autorevole, calmo: il tono di chi è molto sicuro di sé e non ammette repliche a ciò che dice in quanto non ha dubbi su ciò che dice. Parlava, ecco, come un leader. Un politico. Ciononostante lui dalla politica ne è rimasto deluso. Deluso da quella politica in cui credeva, quella politica che ha scoperto marcia e corrotta a metà della “missione” come la definisce più volte. La “missione” di Aldo Pecora è la missione di noi tutti, che percorre una strada che conduce alla verità,la giustizia e la legalità, una strada fatta di insidie e pericoli, dove è sempre dietro l’angolo l’allarme “strumentalizzazione”, a questo proposito egli si sente “arciconvinto” della sua purezza,nessuna strumentalizzazione per Aldo Pecora afferma, con una certa presunzione, che essa sia consapevole o inconsapevole. Ascoltarlo è un piacere che va preso come un regalo. Lo è perché Aldo Pecora in quanto “attivo” ragazzo di Locri di dubbi ne fa sorgere molti: Crede davvero nella lotta che abbiamo intrapreso tutti insieme o e soltanto un arrampicatore sociale che attraverso questa pubblicità gratuita spera di raggiungere una posizione sociale di rilievo? E poi chi è veramente Aldo Pecora? Un eroe? Un rivoluzionario?....
Basta leggere l’intervista per capire che Aldo Pecora non più di ciò che è: un ragazzo onesto che crede davvero nella lotta che sta facendo e che ne conosce i rischi e gli svantaggi che ne trarrà da questa missione “Sono certo che un domani avrò tanti nemici per quello che sto facendo,-dice il fondatore di Adesso Ammazzateci Tutti- ma l’importante è avere sempre più amici per quello che faccio. Qua avrò sempre più nemici ma avrò tantissimi amici in tutta Italia”. Aldo Pecora è ragazzo come tutti, che a sentirlo sembra svolgere il ruolo del fratello maggiore che difende i fratelli della sua terra dalle etichette e dalle insidie della strumentalizzazione . Ma non è certo un eroe, non è certo un rivoluzionario. Aldo Pecora è una ragazzo come tanti, che combatte per un futuro più limpido come tanti. Stop. Aldo Pecora è Aldo Pecora. Punto e basta.


Oggi abbiamo compreso che la mafia si sconfigge solo se siamo veramente uniti. È lo avevamo capito all’indomani dell’omicidio Fortugno quando scendemmo in piazza a provocare la mafia con quello striscione “Adesso Ammazzateci Tutti”. A distanza di un anno questa unità ha cominciato a ramificarsi in varie parti…
Non sarà un passo indietro sul percorso che ci eravamo prefissi?Questo “tutti” dove è andato a finire?



Dove andato a finire….C’è chi lavora come voi di Portale Giovani e tutti gli altri. E c’è chi preferisce i palcoscenici,fare la velina di turno essere usata dagli altri. Io parlo di noi. Posso parlare di “Adesso Ammazzateci Tutti”, che nasceva come uno striscione che via via, si è concretizzato come un vero movimento che partiva ad essere solo di ragazzi, successivamente è diventato un movimento intergenerazionale, di fatto dietro ad esso sono venute tutte le vittime. E adesso si parla di Gianluca Congiusta, si parla del giudice Scopelliti, perché abbiamo capito, che la rete va fatta dal basso che non bisogna più delegare i nostri problemi e farli ognuno per i fatti nostri combattere per le nostre battaglie, ma insieme c’è la possiamo fare. Gianluca Congiusta,Antonio Scopelliti,Massimiliano Carbone dei nomi che restavano le lotte interne alla testimonianza che voleva fare la propria famiglia di questi ragazzi. Ma poi da un esempio di unitarietà è nata la cosa più bella. Uno sciopero della fame fatto da Mario il papà di Gianluca Congiusta, che non faceva lo sciopero solo per suo figlio ma chiedeva giustizia per tutte le altre vittime innocenti della Locride, una cosa storica non si è mai verificato,ma non è passato alle cronache nazionali. Vi è difficoltà a fare notizia. Noi ci proviamo dal basso. Tu mi chiedi questi tutti dove sono finiti su internet vi è un sito www.ammazzatecitutti.org dove vi sono ragazzi di: Locri,Roma, Milano…

Ok, ma di concreto “Adesso Ammazzateci Tutti”: al di là degli striscioni,dei cortei,dei siti internet cosa fà?

Prima di tutto abbiamo creato una gioventù anti-mafia che in Italia prima non c’era. E di fatto il merito credo si debba scrivere a noi e non alle veline che vanno a fare i congressi…

Ma chi sono queste veline?
Oh ci sono delle veline…una in particolare in giro che…

Vediamo se indovino… il giorno prima della diretta di “Annozero” il programma di Michele Santoro tu hai detto che Annamaria Pancallo è un burattino nelle mani dei DS…

No io ho detto che il Fo.re.ver per come è stato pre-configurato , è una sede staccata dei DS. Di fatto lo è. Faccio un piccolo esempio: noi siamo stati a Roma per un seminario anti-mafia ci siamo andati sia “Ammazzateci Tutti” e là c’erano alcuni ragazzi del Fo.re.ver(che tendo a precisare Forum del quale facciamo parte tutti i ragazzi di locri, il Fo.re.ver è una cosa che è stata fatta per tutti) però a Roma ad Aldo Pecora,Gianluca Congiusta,Rosanna Scopelliti a tutti questi altri ragazzi non hanno pagato il volo in aereo e l’hotel, a qualcun altro si noi ci siamo fatti carico di pagare le spese perché la nostra è una missione. La nostra differenza è che non siamo neanche un associazione ma un movimento, non prende soldi da nessuno e non ne vuole da nessuno, tranne quelli che arrivano con l’auto-finanziamento. Io distinguo ci tengo a farli proprio all’interno dei ragazzi di Locri. Non ci sono solo “Adesso Ammazzateci Tutti” e “Fo.re.ver.” ci sono tante piccole realtà che operano nel concreto ene quotidiano, ma che non si vedono e non per fare retorica, abbiamo:Portale Giovani, Giovani per la Locride…

Scusa ma diciamecelo, quando si parla di Locri si parla solo di “Adesso Ammazzateci Tutti” e basta…

Secondo me l’errore che fate a livello locale e di rimanere circoscritti. Noi siamo diventati globalizzati, purtroppo abbiamo preso il bene e il male che si poteva prendere dalla globalizzazione. E di fatto il nostro è un movimento conosciuto in tutta Italia. Ciò non vuol dire che Portale Giovani,Giovani per la Locride, non possano lavorare assieme con “Ammazzateci tutti” e fare una rete che davvero dal basso e non data dagli altri. Perché a noi le cose non c’è le devono dare gli altri,le cose c’è le dobbiamo costruire noi. C’è Antonio Guerrieri di “Giovani per la Locride” che ha fatto un dossier sulla ferrovia Jonica di un sacco di pagine. E noi abbiamo deciso di sponsorizzarlo con tutti i mezzi possibili. Perché se qua già non c’è comunicazione perché si parla che non ci sono le strade figuriamoci se tagliano le ferrovie. Gli studenti che andranno fuori non potranno tornare almeno che non andranno a Rosario e prenderanno i treni da lì. Perché nel concreto si devono vedere i ragazzi di Locri non nelle cose medianiche. Noi ci siamo concentrando sull’etica nella politica. “Ammazzateci Tutti” vuole fare pulizia,vuole essere l’aspirapolvere della politica regionale. Siccome sono il 50 per cento dei consiglieri indagati e la gente non lo sa,o meglio lo dicono soltanto alcuni giornali, siamo presi per pazzi. Eppure abbiamo un vice-presidente che indagato per associazione a delinquere,il 50per cento dei consiglieri che sono indagati nessuno smentisce questa notizia e poi sembra veramente di essere nella Costa Rica. In una dittatura Sud-Americana dove questo non fà notizia. Accendo il Tg-R e vedo: festa della Madonna di polsi,sagra della supprezzata, festa della zeppola, festa del torrone e del pezzo duro. E i notizia sul’anti-mafia non passa niente. Mentre i morti ammazzati passano sempre, tutte le cose che danno un immagine negativa della Calabria passano quasi sempre, accompagnati però da quanto è bello il mare da quanto e cose belle facciamo.

Ormai il movimento della Locride per l’Italia è diventato, purtroppo, il “movimento delle celebrazioni”…

Bravo. Adesso si è creata l’onda lunga ma il problema non è solo nostro il problema è a livello nazionale. Purtroppo siamo un paese che è abituato alla repressione e non alla prevenzione. Quando sono stato nelle scuole è da un anno che faccio il giro come una trottola, ormai l’università lo mandata a farsi benedire. Ai ragazzi delle scuole d’Italia ho fatto un esempio, siamo i ragazzi stessi abituati alla pillola del giorno dopo e non al preservativo. Un esempio banalissimo che però rende l’idea sulla lotta nel concreto alla mafia. Se tu usassi ogni giorno il preservativo, quindi la logica la prevenzione, non ti troveresti il giorno dopo a dire <<>>. È la stessa identica cosa se noi cominciassimo a fare all’interno delle scuole, all’interno delle università,delle associazioni, dei movimenti a fare cultura della legalità che non è che non c’è in Calabria non c’è in Italia. Il casco non lo porti a Torino perché sei nipote del vigile urbano, sedevi ricoverare un nonno in ospedale che tu sia in Calabria che tu sia a Torino ti devono mandare sempre alla clinica privata almeno che tu non abbia la raccomandazione del politico d turno che conosca il primario ecc. O almeno che tu non abbia doti di chiaroveggenza come il divino Othelma e sai che tra 6 mesi tuo nonno starà male quindi vai al pronto soccorso e dici vedete che tra quattro mesi porterò mio nonno che si sentirà male, trovatami un posto al pronto soccorso. In Italia mancano queste cose non mancano certo solo a Locri o in Calabria. La cosa che dobbiamo capire e che qua stiamo facendo una vera e propria rivoluzione. Poi gli altri possono farla come vogliono le rivoluzioni se uno pensa che sia meglio andare a i congressi di partito,fare carriera a livello politico facendosi usare diventando una maschera pirandelliana dell’anti-mafia. Peggio per loro. Però noi lavoriamo nel concreto, voi lavorate nel concreto. Giovani per la Locride lavora nel concreto.Monsignor Brigantini lavora nel concreto. Tutte quest’altre realtà lavorano nel concreto.

Qualcuno ti accusa di essere una persona strumentalizzata…

Alt . Io partivo dalla margherita, lo striscione se tu vedi bene, reca una margherita perché quello striscione era fatto dal circolo che Franco Fortugno aveva fatto per i “Giovani della Margherita”. Dopo aver visto lo schifo che c’è nella politica,noi ci siamo distaccati noi abbiamo preso strade diverse. Dopo aver visto che il marcio era prima di tutto all’interno dei partiti. Siamo rimasti nel nostro trasversalismo uniti e unitari nel giorno stesso. Siamo stati alle feste di AN giusto per fare qualche nome come siamo stati a quelle di Rifondazione Comunista come nelle parrocchie. Siamo stati dovunque, quindi di tutto ci possono accusare tranne di essere strumentalizzati caso mai siamo noi a strumentalizzare gli altri. Perché dovunque andiamo parliamo delle nostre proposte .Noi stiamo sponsorizzando un disegno di legge che è fermo in parlamento da 15 anni. Disegno di Legge Lazzati. Com’è che si sconfigge la mafia? Prima di tutto non facendola entrare nelle istituzioni, che sia consiglio comunale o che sia parlamento. Il parlamentare oggi in Italia può essere un mafioso può essere un affiliato, perché se sei un mafioso sorvegliato speciale tu perdi l’elettorato attivo e passivo, quindi non puoi votare ne essere votato. Ma puoi far votare per il tuo compare, per il tuo amico di fiducia che poi firmerà di fatto con te una cambiale in bianco. Non c’è una legge che fermi questo all’interno delle istituzioni, noi ne stiamo sponsorizzando una e questo è un progetto concreto,perché se passa a tutti i livelli dal consiglio comunale fino al parlamento, vi saranno intercettazioni tra il sorvegliato speciale e il politico e in caso di sentenza di condanna automaticamente il politico decade dal proprio mandato elettivo. Quindi non ci sarà più un Cuffaro indagato per mafia in Sicilia che resta ancora per fare il presidente indagato in regione. Quindi la vera rivoluzione si fa con proposte concrete non si fa con le parole. Noi sicuramente facciamo anche tante parole, io sarò sicuramente uno dei più logorroici però so che tutto il fiato che spendo è accompagnato da azioni concrete.

Hai parlato di Cuffaro e della Sicilia. La sinistra giovanile ti ha accusato di aver fatto un comizio in Sicilia a favore di Latteri e contro Rita Borsellino….

Si è questa è un'altra falsità. Vedi sono forse il ventenne che ha fatto più querele al mondo. Perché nel momento in cui si presenta la persona scomoda o la fai tua amica o se non ci riesci la denigri. C’è stata una campagna studiata ad hoc sui giornali dove i DS che non riuscivano a mettere il cappello sui ragazzi di Locri perché c’era il sottoscritto che non gli e lo permetteva. Non hanno fatto altro che mettere in giro menzogne. Io sono stato in Sicilia è vero, ma io ero andato in un assemblea dei giovani della margherita Siciliani essendo da anni iscritto al parito, quindi non era nessun comizio contro Rita Borsellino era un assemblea dei giovani della margherita ai tempi in cui militavo ancora nella margherita. Come Annamaria Pancallo è andata alla conferenza programmatica dei DS e ha parlato a nome dei ragazzi di Locri. Come è andata da tutte le parti è ha parlato a nome dei ragazzi di Locri. Io non neanche parlato lì. Io ci sono andato perché la mia organizzazione mi ha detto i ragazzi calabresi fanno un gemellaggio con i ragazzi siciliani vacci. Ci sono andato zitto senza fare nessun comizio. Ho fatto delle querele e queste persone saranno condannate. E aggiungo che il risarcimento danni che avrò lo devolverò interamente al movimento anti-mafia. Si presenterà il ragazzo che dice “voglio fare un torneo di calcetto2 benissimo. Io ho preso 10.000 euro da tizio che mi ha risarcito il danno fatto con la diffamazione ne investo 2.000 così,perché so che con il torno di claceto toglo dei ragazzi dalla strada. Tutto ciò che farò e che avrò sarà devoluto alla causa. Questo per confermare ancora una volta che non voglio e non sarò mai strumentalizzato se mai sono io strumentalizzare gli altri. Ci sono state querele anche per chi oltre alla politica tente di metter ei tentacoli sui ragazzi di Locri, chi ha fatto i calendari a libro paga della regione Calabria con cospicui finanziamenti da parte della regione Campania e delle ragione Toscana.

Cioè ?

Cioè Adriana Musella che ha detto che io non posso parlare a nome di ragazzi di Locri perché sono stato candidato addirittura, io non lo sapevo che ero stato candidato lo letto sui giornali ed ecco che parte la querela in sede penale con riserva di agire in civile e chiedere il risarcimento danni. Hanno detto di tutto. Su Aldo Pecora hanno detto di tutto. Purtroppo sono una persona pulita una persona troppo limpida quello che faccio lo si può anche veder e perchè vivo su un forum, su un sito internet. Perciò tutto quello che faccio lo sanno tutti. E credo che se ancora vengo riconosciuto come una persona pulita e grazie a questo. E credo anche di non essere una persona auto-referenziale. Che lasciami usare questo termine “sputtanano2 ovunque il nome dei ragazzi di Locri. Io non l’ho mai fatto. E So di parlare un intera valanga di persone oneste che ha voglia di cambiarla davvero la Calabria. E che ha voglia di tornare e dio sono un ragazzo che tre anni fa se ne partito dalla Calabria a Roma non volendo tornare ad essere sincero adesso invece ho voglia di tornare e di mettermi in gioco qui.

Vuoi fare un appello ai ragazzi della Locride?

Ai ragazzi della Locride e della Calabria. Chi vuole partire parta ma metta in conto di ritornare chi è ancora indeciso resti. Perché se c’è andiamo tutti sarà un atto di codardia generale.Noi abbiamo un’arma di distruzione di massa, una bomba intelligente nel vero senso della parola. Che è il nostro cervello,l’arma distruzione di massa la nostra parola. Finchè continueremo parlare a tenere alta l’attenzione si parlerà sempre dei ragazzi di Locri,della Locride e sempre meno di ‘Ndrangheta questa è una cosa molto positiva che noi dobbiamo continuare a fare e mettere prima di ogni altra cosa anche dello studio e di quello che magari domani potrebbe essere la nostra professione. È una missione fare l’anti mafioso è una missione non è una cosa che ti da un modo di emergere a livello sociale,politico. Ma una missione poi ci sono tanti aspetti collaterali anche positivi che potranno arrivare a livello personale ma quelli sono aspetti collaterali di un impegno che uno ci mette. Ma noi dobbiamo restare per cambiare le cose qui fare proclami non essere usati da nessuno e semmai essere noi insieme ad usare gli altri per i nostri fini.


Simone Alliva
(Tutti i Diritti Riservati a Portale Giovani-Il Laboratorio Culturale dei Giovani Della Locride)